Erice, monte isolato dell'estremo occidente siciliano, alto circa 756 m. s.l.m. fu l'Erix dei Sicani e degli Elimi, l'Hauracas dei Punici, l'Erico deii Romani, la Gebel-Hamid degli Arabi, il Monte San Giuliano dei Normanni. E' l'unica città siciliana abitata sin dalla preistoria: in essa il mito si fonde alla storia, l'architettura del centro abitato si amalgama alla natura del territorio, snodandosi tra le tipiche stradine acciottolate. Caposaldo insieme a Segesta, Mozia, Panormo e Solunto della civiltà Elimo-Punico-Fenicia, Erice pur invitta sul piano militare, subì comunque gli influssi di una cultura preponderante quale quella della 'Magna Grecia'. Qui sorse il tempio che i Fenicio-Cartaginesi dedicarono ad Astarte, che successivamente i greci chiamarono Afrodite e i romani Venere. Con il successivo accorpamento di tutte le civiltà mediterranee sotto l'unica egida di Roma, Erice mantenne alta la sua importanza strategica. Il successivo susseguirsi delle dominazioni e delle civiltà che si avvicendarono in Sicilia lungo il corso della storia, ne opacizzò il ruolo di primo piano ed Erice fu costretta a sottostare alle subordinazioni imposte dalle civiltà dominanti nei vari periodi storici: Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Borboni.